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Grundy_srl


Negli ultimi anni si sta facendo sempre più pressante la necessità di produrre all'interno dell'azienda agricola quanta più quota possibile di foraggi di qualità.
Questo per due valide ragioni: innanzitutto è impensabile fare tanto latte e titoli se non si hanno dei foraggi che ci possano aiutare ad avere una razione il più possibile equilibrata e nutriente. Un foraggio scadente farà fare poco latte e di scarsa qualità.
In secondo luogo, il mercato delle materie prime è quantomai altalenante, e ridurre la dipendenza dagli acquisti esterni diventa ormai una priorità per mettersi al riparo da fluttuazioni improvvise.
In questo contesto, la soia insilata può e deve essere un nostro valido alleato!
L'aspetto che balza immediatamente all'occhio quando si pensa a questa coltura sono le sue caratteristiche nutrizionali: un foraggio di soia, se ben fatto e adeguatamente conservato, possiede alcune caratteristiche molto peculiari: anzitutto è ricco di fibra digeribile, preziosa a livello ruminale. Ha poi una quota importante di proteine, utili a ridurre l'uso di concentrati proteici di acquisto esterno. Ultimo ma non meno interessante il suo contenuto di grassi, di ottima qualità e di grande beneficio per la bovina.
La soia insilata promette quindi di essere un valido inserimento in razione. Ma in campo?
Si sposa perfettamente con la necessità di fare doppi raccolti, grazie al suo ciclo breve (120 giorni) ed alla sua ampia finestra di raccolta.
Può essere seminata in secondo raccolto dopo un cereale autunno-vernino, sfruttando areali non specificamente vocati a mais. La sua produzione per ettaro è paragonabile a 4 tagli di medicaio, con dei costi di lavorazione che però risultano inferiori.



La variabile più importante quando si insila la soia è la conservazione post raccolta: ogni errore in questa fase può essere fatale!

La soia infatti possiede un'importante caratteristica, che la accomuna alle altre leguminose: è molto ricca di sali di calcio, che hanno un importante effetto tampone, limitando fortemente il lavoro di acidificazione della massa insilata da parte dei batteri lattici.
Questo, unito alla scarsità di zucchero nella pianta, mette a rischio la corretta conservazione del prodotto, causando perdite e scarsa qualità.
Risulta quindi fondamentale avere un partner affidabile durante la raccolta, che ci possa guidare in tutte le fasi senza lasciarci mai soli: Grundy è qui per questo!
Sia che si scelga di insilare in trincea, sia che si scelga di imballare con balle ad alta compressione, risulta fondamentale acidificare la massa e fornire un substrato zuccherino ai batteri per lavorare.
Grundy ha quindi sviluppato CryoSil, l'innovativo pool di acidi organici diluiti su supporto zuccherino, che ci permetterà di raggiungere in un colpo solo entrambe gli scopi.
CryoSil è estremamente concentrato e può essere facilmente distribuito sia direttamente a livello di trincia, sia al momento dell'insilamento in trincea.
